Amsterdam: 4 giorni tra freddo e divertimento!

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“Amsterdam è la città dei canali, la città delle biciclette, la città di Van Gogh.” Riassunto perfetto di Amsterdam: nessuna citazione è mai stata più vera di questa!

Siamo tornati pochi giorni fa dal nostro viaggio ad Amsterdam e due cose mi hanno sorpresa di questa città: quanto sia utilizzata la bicicletta e quanto freddo ci fosse!

 

Trovo che utilizzare la bici sia un ottimo modo per spostarsi in città soprattutto per non inquinare. La mia sorpresa è dovuta al fatto che nella mia città non si vedono tante persone in bici e nonostante si sappia che in Olanda e nel Nord Europa in generale, sia così usata, vederlo è un’altra storia.
Per quanto riguarda il freddo, non mi aspettavo delle temperature così glaciali: il termometro segnava da 1° a 4°, vi garantisco che percepita era -3°,-4° veramente troppo freddo, per me che abito in Sardegna e a malapena d’inverno raggiungiamo 10° sotto zero.

Ma…veniamo a noi: vi racconto un po’ come è nata l’idea di questo viaggio!

Era da un po’ di tempo che con una coppia di amici (Letizia e Riccardo con cui siamo andati a Londra) volevamo fare un altro viaggio insieme. Tra tante chiacchierate e idee, alla fine come meta abbiamo scelto Amsterdam. Purtroppo per problemi vari, alla fine, siamo partiti solo io e Simo.

Volo:
Tra una cosa e l’altra, verso fine giugno abbiamo deciso di prenotare i voli con una compagnia con cui non avevamo mai volato: Transavia. Abbiamo optato per la tratta Olbia-Amsterdam, anche se inizialmente avevamo pensato di fare Cagliari-Milano-Amsterdam, scoprendo però che da Olbia c’era il volo diretto e abbiamo optato per questa soluzione.
In 2 a/r, con scelta dei posti, 140€ dal 20 al 24 novembre. Il prezzo mi è sembrato buono e perciò senza troppi preamboli abbiamo prenotato il nostro posto sull’aereo.

Hotel:
Gli hotel ad Amsterdam costano tantissimo, tant’è che per 4 notti non si trovava niente al di sotto dei 350€. Un pomeriggio però, cercando su booking.com, ci fu la botta di c . . o e trovammo una sistemazione vicino al NEMO su un botel, l’Hotelschip Gandalf, in camera doppia a 292€. (Cos’è un botel? E’ un’imbarcazione, di solito vecchie barche mercantili, trasformate in hotel che possono essere perennemente ormeggiate oppure trascorrere parte dell’anno portando gli ospiti in tour.) Prenotai immediatamente: pagamento anticipato e cancellazione gratuita fino al 17 novembre, se avessimo cancellato dopo quella data ci sarebbero stati resi solo la metà dei soldi. La struttura è carina e soprattutto un posto particolare di Amsterdam dove soggiornare.

Itinerario:
Dopo aver prenotato il nostro hotel, sono passata alla parte che più mi piace del pre-partenza: organizzare l’itinerario!
Ah vi premetto che noi non abbiamo visitato internamente i musei perché non ci interessavano e perché secondo me, ci vuole un minimo di cultura in questo campo per capirci qualcosa.
Mi sono informata su quali fossero le attrazioni da vedere, organizzando la visita in questo modo, secondo i nostri interessi:
Giorno 1: arrivo.
Giorno 2: Waterloolplein, Rembrandthuis, De Wallen, Chiesa Vecchia, Chiesa Nuova, Piazza Dam, Museo delle Cere, Palazzo Reale, Chiesa Occidentale, Jordaan.
Giorno 3: Rijksmuseum, Van Gogh Museum, Hard Rock Cafè, A’dam Lookout, giro in battello, Heineken Experience.
Giorno 4: Rotterdam (di cui vi parlerò in un articolo a parte).
Giorno 5: giro al molo, partenza.

I passi successivi furono controllare il prezzo delle attrazioni a pagamento, il costo dei mezzi e come arrivare dall’aeroporto all’hotel.
Andiamo per ordine: le attrazioni a pagamento che noi abbiamo visitato sono state l’A’DAM Lookout, il giro in battello e l’Heineken Experience per cui abbiamo comprato un biglietto combinato al prezzo di 30€ a testa.
Per quanto riguarda i mezzi, ci sono diversi abbonamenti validi da 24 fino a 168 ore. Il costo varia da € 7,50 a € 34,50. Noi alla fine abbiamo evitato di compralo, girando la città a piedi e vi dirò che in effetti non ci è servito.
Mentre per quanto riguarda la tratta tra l’aeroporto e Amsterdam, ci sono varie possibilità: bus, macchine private e infine il treno, quello per cui abbiamo optato noi. Il costo di sola andata per Amsterdam Centraal (stazione centrale di Amsterdam) per 2 persone è di 10,60€ per 16 minuti di treno. A me sembra un tantino alto il prezzo ma si sa, Amsterdam non è nota per essere economica!

20 Novembre: Si parte!
La mattina della partenza mi sono svegliata con molta calma, mi sono preparata, ho finito di organizzare la valigia, ho pranzato e siamo partiti: destinazione aeroporto di Olbia-Costa Smeralda!
Da Iglesias a Olbia in macchina, con un andatura normale, ci vogliono circa 3 ore.
Il viaggio in macchina è passato in fretta tra giochi, risate e chiacchiere. Arrivati in aeroporto, abbiamo salutato Francesca (la sorella di Simo che ci ha fatto la cortesia di accompagnarci fino a lì) e superati i controlli, siamo andati dritti al bar perché io, ovviamente, avevo fame. Poco dopo aver finito di mangiare (si anche Simo alla fine ha mangiato un toast con me 😂) hanno chiamato il nostro volo e ci siamo diretti al gate per imbarcarci. Ci siamo posizionati ai nostri posti e siamo partiti alla volta di una nuova avventura: Amsterdam.
Il volo con Transavia è stato tranquillo e confortevole, a parte qualche turbolenza dovuta al non bellissimo tempo che abbiamo beccato fuori dall’Italia. Come ogni low cost, gli stuart e le hostess passano a bordo a offrire stuzzichini e bevande ovviamente a pagamento. Dopo 2 ore e mezzo finalmente siamo arrivati a Schipol. Scesi dall’aereo ci abbiamo messo un attimo a capire dove andare, ma seguendo i cartelli non abbiamo avuto grossi problema. L’aeroporto di Amsterdam è uno dei più grandi d’Europa quindi se non trovate ciò che cercate chiedete aiuto. Prima di uscire dall’area ritiro bagagli, abbiamo trovato la macchinetta per fare i biglietti del treno e ne abbiamo approfittato.
Una volta sul treno ci siamo seduti e abbiamo aspettato di arrivare alla stazione per capire da che parte andare. Per fortuna il nostro hotel era a 14 minuti a piedi dalla stazione perché con il tempo che abbiamo beccato, vento freddo e pioggerellina, non so se avremo sopportato una camminata più lunga. Arrivati al botel, siamo entrati e abbiamo scoperto con sorpresa che le persone che si occupano del Gandalf parlano italiano. O meglio, lei è italiana, una romana di sangue, lui è cileno ma parla la nostra lingua molto meglio di tanti italiani. Ci hanno spiegato come funziona per la colazione e per il chek out e infine ci hanno dato la chiave della nostra stanza. Dopo aver sistemato un po’ le cose, siamo usciti per cercare qualcosa per cena. Perciò abbiamo ricercato su maps quali ristoranti o fast food ci fossero lì vicino facendo ricadere la scelta su una pizzeria: il Sotto Pizza. Ovviamente non ci aspettavamo una pizza come quelle italiane ma non avendo voglia di andare in un posto più lontano abbiamo ordinato una margherita e una rossa (per la bellezza di 17€) mangiandole su un muretto nei pressi del molo. Vi dirò che l’abbiamo mangiata con gusto, era davvero buona. Tanto da tornarci pure un’altra sera! Ritornati in camera, ci siamo letteralmente lanciati sui letti. Esausti.

21 Novembre: Porca miseria, che freddo che c’è ad Amsterdam!
La mattina del mercoledì ci siamo alzati con calma, preparati, fatto colazione al Gandalf (tra burro, yogurt, pane per tost, spremuta d’arance, formaggio, salumi, caffè e thè, c’era l’imbarazzo della scelta) e infine, imbottiti di vestiti come poche volte. Siamo usciti e diretti a fare un giro al Waterloolplein, il mercatino delle pulci di Amsterdam e qua sono scappati i primi acquisti. Mi aspettavo qualcosa di più grande e particolare, sinceramente. Superato il mercatino, ci siamo diretti al museo di Rembrandt almeno per dargli un’occhiata esternamente ma…non è nulla di speciale: un classico palazzo con un ingresso che dice: Museo di Rembrandt. Come ho scritto all’inizio non abbiamo visitato i musei ma spero che internamente sia più interessante per chi lo visiterà.
La tappa successiva è stato il quartiere a luci rosse, De Wallen. In questo quartiere, per chi si è informato un po’ su Amsterdam, ci sono le “ragazze in vetrina”, ossia ragazze molto belle, in bikini o biancheria intima, che si mettono in mostra e chi vuole può entrare e, pagando, può passare dei momenti di piacere. Pensavamo che di mattina non ci fossero le ragazze, invece, ne abbiamo beccate due. Naturalmente di sera, è tutta un’altra storia ma essendo di passaggio per noi in quel momento, ci abbiamo fatto un salto. Mentre procedevamo sulla strada per raggiungere la Chiesa Vecchia, ci siamo imbattuti nel Dunkin Donuts, una caffetteria di origine americana dove fanno i donuts (ciambelle) più buoni di sempre. Ovviamente non potevamo non assaggiarli e poi era una scusa per riscaldarci un po’. Terminata la nostra pausa abbiamo proseguito, raggiunto e visitato la Chiesa Vecchia e la Chiesa Nuova che ci hanno aperto la strada per arrivare in Piazza Dam, la piazza principale di Amsterdam. Al nostro arrivo, la piazza era tutta transennata poichè i carabinieri stavano facendo una marcia, perciò aspettando che liberassero il passaggio siamo entrati al Museo delle Cere: 50€ in due. Vi do un consiglio: se siete stati al Madame Tussaud di Londra, non andate in quello di Amsterdam, ne resterete delusi. Se invece non avete mai visitato un museo delle cere, sicuramente vi piacerà.
Ormai si era fatta ora di pranzo e i nostri stomaci hanno iniziato a brontolare. Girando tra le vie del centro abbiamo deciso di fermarci a mangiare a un McDonald’s. Finita la pausa pranzo, l’itinerario prevedeva di fare una visita al Palazzo Reale ma mi accorsi con mia grande sorpresa, dopo aver impostato la strada con maps, che era esattamente ai piedi di Piazza Dam. Quando vidi Palazzo Reale capì veramente che il nome era azzeccato: un palazzo enorme fronteggiava davanti a noi ma purtroppo l’ingresso era chiuso. Abbiamo continuato a camminare e abbiamo raggiunto la Chiesa Occidentale nel quartiere Jordaan, uno dei più conosciuti di Amsterdam. Dopo qualche giro e un po’ di acquisti abbiamo deciso di tornare in hotel. Sulla strada del ritorno, abbiamo optato per comprarci la cena al supermercato, così da non dover uscire dopo, e via verso casa. Finita la cena, qualche chiacchiera e siamo andati a dormire.

22 Novembre: il giorno più interessante!
Sveglia, preparativi, colazione e via al Rijk. Il Rijk è un famoso museo della capitale olandese che possiede la più grande collezione di arte fiamminga e asiatica, ma per i turisti è conosciuto soprattutto perché nella piazza del retro del museo è presente la scritta “I Amsterdam”. (La scritta è nata da una campagna di marketing per l’area metropolitana di Amsterdam, per le sue aziende e organizzazioni, ed è, in brevissimo tempo, diventata uno slogan collettivo molto amato dai cittadini della città.)
In questo periodo, all’interno della stessa piazza è presente anche una pista per pattinare sul ghiaccio. Inoltre, di fronte troverete anche il museo di Van Gogh. Dopo le varie foto di rito e aver capito da che parte andare, siamo partiti alla volta dell’Hard Rock Cafè. Voi penserete che è una cosa da turisti ma per me è una cosa da collezionisti: sì perché ho deciso di collezionare le magliette degli Hard Rock Cafè delle città che visito, dove sono presenti ovviamente! Scelte le nostre magliette, abbiamo un po’ girato nel quartiere e poi siamo andati a pranzo all’omonimo ristorante: certo perché non potevano mancare le ribs (costolette) al nostro viaggio (definite da Simo “le migliori mai mangiate, superano anche quelle di Barcellona!”. Secondo me, invece, sono alla pari! 😂)
Finito di pranzare, anche se era presto, ci siamo alzati per partire alla volta dell’A’DAM Lookout, dove avevamo l’ingresso prenotato alle 15.00. Dopo circa 40 minuti di camminata, siamo arrivati al terminal centrale del porto e siamo saliti sul traghetto (gratuito ed è durato si e no 4 minuti) che ci ha portato dall’altra riva del fiume Amstel e a pochi passi dalla nostra meta. Anche se siamo arrivati in anticipo ci hanno fatto entrare senza alcun problema. Attraverso un ascensore molto veloce e psichedelico ci siamo trovati, nel giro di 15 secondi, al ventesimo piano della torre. All’ultimo piano c’è un bar-ristorante molto carino, tranquillo e intimo. La cosa che però colpisce di più, ovviamente, è la vista mozzafiato della città. Ma non è tutto: sul tetto dell’A’DAM Toren, c’è l’altalena più alta d’Europa. Nella quale potrete dondolarvi ad oltre 100 metri d’altezza, avanti e indietro con Amsterdam ai vostri piedi, godendo di un impareggiabile vista sulla capitale. Per quanto ci riguarda, avremmo voluto provarla (aggiungendo 5€ a testa al costo del nostro biglietto) ma il freddo ci ha pietrificati, per questo ci siamo ripromessi di tornare a provarla in una stagione un po’ meno rigida! Finita la nostra piacevole visita all’A’DAM Lookout, siamo scesi e avviati ai piedi della torre, sul molo, dove ci attendeva il nostro battello per scortarci direttamente all’ingresso dell’Heineken Experience. Durante il giro in battello, il ragazzo che ci ha controllato i biglietti ha raccontato, in inglese, un po’ la storia di Amsterdam secondo il percorso che abbiamo fatto. E’ stato interessante.
Finalmente, allo scoccare del 45° minuti di navigazione, siamo arrivati alla nostra destinazione. All’ingresso dell’Heineken Experience, ci hanno dato un braccialetto che ha attestato il nostro ingresso nel locale. Dell’esperienza qui non vi dirò nulla! 😀 Solo che è stata molto interessante e divertente, sicuramente da fare!
Terminata la visita, ormai ora di cena, ci siamo diretti al Gandalf optando prima per una piccola sosta al Sotto Pizza per nutrirci. E infine, dritti a letto.

23 Novembre: Rotterdam!
Venerdì: sveglia presto per prendere il bus che ci ha portati in una città diversa: Rotterdam. Ma ve lo racconterò più avanti! 😀

24 Novembre: ritorno in Sardegna!
Sabato mattina: giorno di partenze e ritorni in patria! Dopo esserci svegliati, preparati e aver sistemato le ultime cose, siamo usciti a far colazione per l’ultima volta sul Gandalf, siamo tornati in camera, preso le nostre cose e fatto il check out! L’itinerario originale prevedeva che avremmo passato la mattinata a Vondelpark ma la giornata e il freddo alle ossa ci ha fatto cambiare idea. Perciò ci siamo fatti un giro al molo di fronte, dove erano ormeggiati dei velieri bellissimi ai quali ho fatto qualche foto per poi partire alla volta di Amsterdam Centraal. Arrivati qui, abbiamo fatto i biglietti e un ultimo pit stop al Dunkin Donuts della stazione per prendere la nostra seconda colazione e infine via verso l’aeroporto.
Dato che, eravamo abbastanza in anticipo rispetto all’orario del nostro volo, abbiamo girato, mangiato e alla fine abbiamo deciso di sederci in alcune panchine e aspettare di conoscere il nostro gate. Verso le 13.00, sullo schermo è apparsa la scritta “Olbia-Italy, gate D81, 10 minuti a piedi”. Si avete capito bene, 10 minuti! Lì abbiamo capito perché l’aeroporto di Schipol fosse uno dei più grandi d’Europa. Arrivati al gate, eravamo completamente soli, per la prima volta, ma è stato veramente divertente: ho potuto improvvisare un set fotografico con Simo protagonista. Abbiamo impegnato il tempo così! Finalmente verso le 15.00 abbiamo iniziato a vedere qualche altra persona arrivare al gate e riempirsi nel giro di poco. Verso le 16.15 hanno iniziato ad imbarcarci e finalmente siamo volati verso casa: la Sardegna!

Conclusioni? Amsterdam è veramente una bella città, viva e colorata ma, se non amate le basse temperature, non visitatela in questo periodo. Fa troppo freddo! Sicuramente, in due giorni come abbiamo fatto noi, riuscirete a girare qualche posto in più con una temperatura più piacevole.

Le app che ho utilizzato ad Amsterdam sono sempre le stesse degli articoli di Londra, Barcellona e Cracovia.

Se avete domande o curiosità scrivetemi qui o alla pagina fb Trip and Click!

Buon viaggio e buone foto!

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